E’ un fabbro abbastanza rispettato ad Aswartha, sia per le sue conoscenze che per l’aspetto poco rassicurante dato dalla sua mole e gli occhi di un rosso rubino.
Si è stabilito nell’arcipelago da qualche anno, o perlomeno da qualche hanno compare ad intervalli regolari nella bottega che ha aperto sull’isola capitale, perché pare che abiti su uno dei piccoli isolotti che costellano le varie lagune sparse per l’arcipelago, i pochi che hanno visto la sua dimora la descrivono come una specie di torre fortificata a strapiombo sul mare col minimo indispensabile per attraccare.
Qualcuno dice che abbia combattuto nella guerra contro Skullkrom, una battaglia che la leggenda vuole svoltasi a nord sulla terra ferma fra uno sparuto manipolo di eroi improvvisati e questo revenant con manie di grandezza, tanto da ascendere a lich e minacciare l’intero pianeta, non vi sono prove inoppugnabili che questa lotta abbia mai avuto luogo, ma è uno degli argomenti preferiti di bardi e beoni da osteria.
Di sicuro su di lui si sa che sparisce anche per lunghi periodi per viaggi in località non meglio identificate, che il suo secondo è un goblin di nome Gregorovius, pare che in goblin stretto sia un nome molto altisonante, che si occupa di tutti i suoi affari in sua vece… e stranamente senza truffare il suo capo.
Vengaris è un tipo piuttosto chiuso, esclusi i collaboratori ed i clienti è raro che rivolga per primo la parola a qualcuno, non senza comunque un tono da orso rancoroso.
Il fabbro è uno dei pochi abitanti del Granducato a non essere stato avvicinato in qualche occasione dal rampollo del Granduca, Gravel, sebbene i due si siano conosciuti in occasione di alcuni lavori di ammodernamento del palazzo di famiglia, pare che dopo un espresso rifiuto e conseguente occhiataccia di Vengaris, Gravel abbia battuto la ritirata intimorito, evento più unico che raro nelle cronache delle chiacchiere da salotto dell’arcipelago.
Come si diceva la stazza del Mastro Vengaris è uno degli aspetti che lo rendono abbastanza inquietante a prima vista, grazie ai suoi quasi due metri di altezza, due spalle tipo armadio ed una muscolatura forgiata da anni di attività metallurgica si potrebbe pensare di avere davanti il classico guerriero da avventura, tuttavia è difficile vederlo con un’arma in mano che non sia in lavorazione, persino le due spade che porta sempre con se, un vecchio spadone di fattura grezza ed una raffinata bastarda di un rosso rubino, è raro vedergliele usare.
Se può si tiene lontano da Kellos, secondo dicerie per vecchi contrasti con McLeen, l’anziano mago dell’emporio magico dell’isola, secondo altri per evitare di incontrare Florence, un’elfa dorata del codazzo di Don Trollei con cui, sempre secondo alcune malelingue, ebbe una storia anni fa.
Attualmente presta i suoi servigi come fabbro, carpentiere e tagliapietre, ha una buona conoscenza delle tecniche costruttive di alcune culture come quella elfica, le assurde strutture goblin o le monolitiche costruzioni orchesche, fatto curioso è che quando per un motivo o un altro gli capita l’occasione di insegnare a qualcuno a riguardo è molto meno scontroso e burbero del solito, a patto ovviamente di non farglielo notare.
Solitamente non veste elegante o in modo sciatto, anzi il suo abito standard potrebbe definirsi quanto più “comune” possibile, corta tunica con giacca e maniche arrotolate per praticità, cintura con attrezzi vari e palandrana da lavoro, calzoni e stivali un po’ datati, certo, sarebbe ancora più comune se questo abbigliamento non fosse indosso ad un gigante muscoloso con criniera bionda, spesso raccolta in un treccia, sguardo scuro e occhi rosso sangue.
L’unico altro constante compagno che è facile vedere in sua compagnia è un grosso cavallo, probabilmente di una razza allevata per la guerra, che lo segue nei suoi spostamenti e trasporta i suoi pesanti bagagli senza problemi, ingombro che normalmente sfiancherebbe un equino standard, il suo nome è Cavallante, un chiaro monito ai posteri che non va mai chiesto ad un goblin di scegliere un nome adatto ad una cavalcatura.
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